Droni Professionali e Radiocomandati

Che cosa sono i droni?

Il drone è entrato di diritto nel linguaggio comune, grazie all’impiego che ne viene fatto non solo per usi militari e civili, ma anche per scopi ludici e professionali. Di conseguenza questa forte attenzione nei confronti di questi aereo-mobili a pilotaggio remoto, ha prodotto inevitabilmente il lancio sul mercato di modelli più piccoli per uso personale, diversificando e specializzando l’offerta di questi velivoli, che possono essere controllati da un computer interno gestito dal controllo remoto di un navigatore esterno.

Droni

In che ambiti vengono utilizzati i droni?

L’utilizzo dei droni in ambito civile ha permesso di migliorare il controllo del territorio grazie ad una serie di impieghi come la sicurezza territoriale delle frontiere soprattutto nella lotta ai narcotrafficanti internazionali, o come l’ampliamento della connessione internet con una maggior copertura in tutto il mondo soprattutto nei paesi sottosviluppati. Ma non finiscono certo qui gli impeghi dei droni in ambito civile, laddove il loro utilizzo ha potenziato il monitoraggio dei siti archeologici per evitare il commercio illegale dei reperti, oltre a rafforzare il monitoraggio delle centrali termoelettriche e degli impianti industriali con un opportuno servizio di tele-rivelamento, potendo così monitorare per finalità diagnostico-investigative aree soggette a forti rischi di inquinamento, prevenendo così disastri ambientali nel rispetto della biodiversità della flora e della fauna di alcuni territori.

Ma i droni svolgono un ruolo di cruciale importanza nelle operazioni di ricerca e soccorso, permettendo di effettuare delle ricognizioni in tempi decisamente più celeri rispetto al passato, attestandosi come uno dei principali strumenti nelle situazioni di eccesiva emergenza. Inoltre l’impiego del drone in campo cinematografico e televisivo ha ridotto i costi nell’utilizzo di strumenti come i dolly o addirittura gli elicotteri che venivano impiegati nelle riprese aeree da distanze molto elevate, permettendo ai futuri filmaker di sperimentare il proprio talento grazie a modelli dotati di fotocamere digitali già collegate attraverso app ai propri dispositivi mobili.

Quali e quante sono le tipologie dei droni?

I droni vengono classificati in base alle loro caratteristiche specifiche che consentono di raggrupparli in tre categorie ben definite. La prima è quella legata alla struttura a eliche che dona all’aereo-mobile quella stabilità di volo necessaria per le riprese aeree, con la possibilità di mantenere ferma la posizione a mezz’aria. I droni di questa categoria hanno le eliche montate su bracci che sono estraibili dandogli così la possibilità di muoversi come un elicottero. La seconda categoria è quella dei droni che hanno una struttura planare e cioè dotata di ali al posto di eliche. Queste grandi ali permettono all’aereo-mobile di muoversi per medie distanze sfruttando le correnti e i flussi d’aria. La terza categoria è quella degli ibridi che hanno la duplice funzione di volare e muoversi sul terreno grazie alle ruote motrici, o che permettono di compiere dei salti per superare degli ostacoli.

Quanto costano i droni?

I prezzi di un drone oscillano in base alle funzionalità e alle caratteristiche specifiche di ogni modello. Per questa ragione per convenzione raggruppiamo i modelli di droni disponibili sul mercato in 3 fasce di prezzo. La prima è quella dei cosiddetti droni giocattolo che hanno si prestazioni minime rispetto ai modelli di fascia alta, con radiocomandi con forte limitazioni, ma che consentono di muovere i primi passi per coloro che sono alle prime armi. Essi hanno 4 eliche e una decisa stabilità di volo determinata da un peso inferiore alla media con un costo che può oscillare dai 50 ai 150 euro. Questi modelli sono reperibili anche sulle bancarelle, all’interno di confezioni che hanno però pochi pezzi in dotazione e con un minimo di assistenza elettronica al volo. La seconda fascia è quella dei Prosumer , dotati di 4 o 6 eliche, con un peso in assetto di volo tra gli 1 e 2 kg.

Hanno una videocamera GoPro integrata con gimbal stabilizzati e con una buona elettronica evoluta. Il costo oscilla tra i 350 e i 1.200 euro, con autonomia tra i 10 e i 15 minuti. La terza fascia è quella dei cosiddetti droni APR, che sono usati dai professionisti del settore. Dunque sono dotati di videocamere sofisticate che vengono impiegate per le riprese aeree dalle produzioni cinematografiche con dimensioni superiori agli 80 cm di diametro, fino a raggiungere anche il metro e mezzo. Qui l’elettronica è altamente avanzata con funzionalità superiori rispetto ai modelli standard con 6 ma più spesso a 8 eliche, ora dotati anche di paracadute, arrivando a volare per un tempo che va tra i 30 e i 45 minuti, e di conseguenza il prezzo oscilla dai 3 mila fino a 15 mila euro.

Per guidare un drone ci vuole un patentino?

Per quanto riguarda i droni per uso professionale e quindi i cosiddetti APR, è recentemente andata in vigore una norma che obbliga i proprietari di tali velivoli a dotarsi di un patentino oltre a sottoscrivere un’assicurazione per eventuali danni che possono eventualmente provocare. Infatti l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile è stata molto chiara a riguardo, ribadendo che non tutti potranno guidare un drone, ma solo quelli che avranno raggiunto la maggior età e conseguito un esame specialistico nel quale sarà rilasciato un opportuno patentino che ne certifichi la capacità di guidare il velivolo da remoto.

Enac

Questa norma era del tutto necessaria per regolamentare l’utilizzo dei droni di cui è impossibile quantificarne la presenza sui nostri cieli, ma si può invece stimare la presenza di circa 400 aziende coinvolte nel mercato, con 400-500 velivoli a uso professionale. Di conseguenza è lecito creare delle norme ad hoc per arginare episodi di irresponsabilità che possono provocare degli incidenti dannosi per le cose e per le persone. Infatti in siffatto contesto l’ENAC ha pensato bene di creare un regolamento anche per i droni giocattoli che rientrando nella categoria degli aereo-modelli, devono anch’essi sottostare a delle regole ben precise ma meno severe. Come si legge nell’articolo 5 del regolamento che dichiara che “Ai sensi del regolamento ENAC è da qualificarsi aeromodello un dispositivo aereo a pilotaggio remoto, senza persone a bordo, impiegato esclusivamente per scopi ricreativi e sportivi, non dotato di equipaggiamenti che ne permettano un volo autonomo, e che vola sotto il controllo visivo diretto e costante dell’aeromodellista, senza l’ausilio di aiuti visivi”.

In questo caso devono essere rispettate alcune norme solo se si sta parlando di un volo outdoor. Ragion per cui il raggio massimo d’azione di 200m è un obbligo fondamentale come anche la questione legata alle zone potenzialmente sorvolabili che non devono essere a traffico aereo, laddove i droni devono stare ad una distanza di almeno 8 km dal perimetro di un aeroporto con un’altezza massima di volo pari a 70 metri. In definitiva possiamo affermare che la differenza tra droni professionali e droni giocattoli non sta solo nelle loro caratteristiche specifiche ma anche e soprattutto nelle norme vigenti da seguire nella gestione e nell’uso degli aereo-mobili.